Storia

storia di roma

La leggenda narra che Roma, attuale capitale dello stivale, fu fondata dai due fratelli Romolo e Remo nel 753 a.C. Essa, secondo i racconti, sarebbe stata governata da sette re di cui il primo fu proprio Romolo. I primi Re di Roma vengono ricordati soprattutto come delle figure mitiche che hanno uno per uno dato il loro contributo allo sviluppo delle istituzioni romane.

Prima dell’espansione dell’Impero Romano nell’area mediterranea e in mezza Europa, Roma subì la dominazione degli Etruschi e l’invasione dei Galli, degli Equi e degli Ernici. Dopo le tre guerre sannitiche, al principio del III secolo .a.C., il territorio romano si estese presto in tutta l’Italia meridionale. A metà del III secolo ebbero luogo le tre guerre puniche con le quali l’Impero estese il proprio territorio anche alla Sicilia ed a Cartagine. Contemporaneamente i Romani affrontavano le potenze orientali: la Siria e la Macedonia.

Con il tempo l’Impero Romano si impose su gran parte dell’Europa e del mediterraneo. Con la battaglia di Farsalo, nel 48 a.C., Cesare si fece nominare dittatore a vita, assumendo tutti i poteri. Tuttavia il suo potere durò solo fino al 44 a.C., quando l’opposizione repubblicana sfociò nell’assassinio di Cesare. L’impero Romano conobbe in seguito un gran numero di successori che cercarono di governarlo: da Augusto al nipote Tiberio, da Tiberio a Caligola, da Caligola a Claudio, che riprese la politica espansionistica di Roma completando la conquista della Britannia. Dopo la morte di Claudio nel 54 d.C., il potere passò al figliastro Nerone che instaurò un governo dispotico di tipo orientale. Dopo il suo suicidio ebbe fine la dinastia Giulio-Claudia.

Seguì poi una nuova dinastia, quella dei Flavi (Vespasiano, Tito, Domiziano), nella quale il potere veniva trasmesso per discendenza di sangue. Si arrivò in seguito all’ascesa al trono di Traiano, che conquistò temporaneamente la Dacia e una parte dell’Arabia e dell’Assiria.

A quest'epoca segue un periodo di profondi mutamenti strutturali e sociali: il Senato perde peso e l’imperatore diventa il sovrano assoluto; l’esercito acquista sempre più peso; il cristianesimo si afferma nella popolazione diventando la religione più diffusa. Arrivano al potere gli imperatori di origine barbarica, tra cui Diocleziano, che istituisce una tetrarchia del potere e preannuncia la dissoluzione territoriale dell’impero e la graduale perdita di peso della città di Roma.

Dopo numerose guerre civili il potere arriva a Costantino, che nel 313 d.C. legalizza la religione cristiana. L’impero fu riunito nelle mani dell’ultimo degli imperatori d’Occidente, Romolo Augustolo, segnando così la caduta dell'Impero romano d'Occidente nel 476 d.C.

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